Ecco la mia idea di Progetto Città
Il Cittadino - Novembre 2007
Con la “Lista Ambiente, Innovazione e Lavoro” ha fatto man bassa nelle Primarie del 14 ottobre. Una pioggia di voti, dovuta anche all’appoggio di veliterni come Cestrilli, Modio e Taddei. Ma lui, non pago di un vasto consenso che chi vuol vendere fumo ha provato ad offuscare, punta già il mirino verso il prossimo obiettivo: le Primarie per il candidato a Sindaco del Centrosinistra. Ci sarà anche lui nel novero di chi proverà a guadagnarsi la palma di sfidante nella corsa al dopo Cesaroni. Lui tra tanti, visto che alla già conclamata adesione di Servadio, “rischiano” di aggiungersi anche Ciafrei e Pontecorvi. Da persona posata e sobria qual è non è caduto nella provocazione tesagli da chi ha contestato il risultato delle Primarie. Il suo sguardo va oltre, verso quell’idea di “progetto città” che va oltre il presente ponendosi obiettivi di lungimiranza che guardano al futuro di Velletri, dando messaggio sostanziali ai suoi cittadini.
“Bisogna tener conto delle reali disponibilità economiche, tenendo a mente di quello che si vuol fare della città, coltivando antiche e rinnovate ambizioni, dalla cultura, all’imprenditoria, in particolare quella artigianale, passando per il turismo. Cose che vanno integrate tra loro, visto che è necessario dare un ampio respiro al commercio e all’imprenditoria. Da un calcolo dell’architetto Pistolesi, nostro valente collaboratore, è stato stimato che la risistemazione delle zone abusive, sommata ad una rivisitazione architettonica e strutturale degli immobili attualmente presenti, avremmo la possibilità di ospitare circa 80mila persone: paradossalmente potrebbe addirittura non essere più necessario costruire, risistemando quello che già c’è, dando regole ed un ordine generale, creando o migliorando i servizi. Non credo sia necessario fare un nuovo Piano Regolatore, nonostante l’attuale non sia ottimale, ma ci sarebbero gli strumenti migliorativi per degli opportuni cambiamenti. L’economia va migliorata e sollecitata, con interventi prioritari, come quelli dei parcheggi a corona intorno alla città, con un sistema integrato “parcheggio – navetta”, associato alla chiusura del centrostorico. Per i vicoli posti dietro alla direttrice principale del Corso vanno stimolate una serie di iniziative che facciano percepire ai cittadini l’esistenza di punti caratteristici, magari coi famosi tavolini in strada che diano impulso al ritrovo e alla voglia di scoprire nuovi punti di socializzazione. Ciò va di pari passo con un ripristino del decoro del centrostorico e a tal fine andrebbe riattivata la possibilità di risistemare le facciate del centro con interventi a mutui agevolati, abolendo in più la tassazione per l’occupazione del suolo pubblico e ottenendo la pubblicità sulle impalcature. Sarebbe il modo migliore per creare un indotto alla città e alle aziende artigiane che operano nel territorio, con un giro di affari di milioni di euro in una prospettiva temporale a lunga scadenza”.
Un fiume in piena Carteny, che va oltre e traccia una sua prima ricetta: “va abbandonata la politica del “no”, ci vuole coraggio, ponendosi obiettivi e lavorando per risolverli con incisività. Si prenda il problema del Monte Artemisio, dove si è sempre portata avanti una politica ostativa senza mai qualcosa di utile e interessante. Credo proprio che ci sarebbe qualcuno disponibile ad investirvi, con sinergie con gli altri Comuni. Per ciò che concerne la pulizia andrebbero create delle “isole del verde” funzionali alla città; ad Anzio, ad esempio, ci sono cassonetti interrati, ad imbuto, un’idea da non sottovalutare. Non è concepibile che continuino ad esservi quintali di rifiuti sparsi in ogni dove. Per ciò che concerne la Volsca questo presuppone un rispetto delle regole che deve essere bilaterale, trovando un sistema per pagare i debiti esigendo però che il lavoro concordato venga effettuato, spingendo molto anche sulla raccolta differenziata, che in città potrebbe essere effettuata anche col porta a porta”.
Il tiro si sposta poi sulla sicurezza, e nell’introdurlo Carteny fa menzione alla “finestra rotta”, tanto caro all’ex Sindaco di New York Rudolph Giuliani: “c’è la necessità di una pulizia accurata, assicurando al contempo la sicurezza dei cittadini Non fui contrario quando Sarappa chiese in Consiglio un sistema di videosorveglianza, fatte salve le norme della privacy. Bisognerebbe comunque investire nel nucleo dei Vigili Urbani, magari con una diversa turnazione, allungando la loro presenza perlomeno fino alle 10 della sera, facendo così da deterrente ai malintenzionati”. “E’ il momento di capire – sottolinea Carteny – che ciascuna attività deve diventare reddituale per l’istituzione Comune: si pensi che solo con la revisione della destinazione d’uso di molti dei vecchi locali, cantine e stalle, si avrebbero maggiori introiti anche dall’Ici. E’ il caso di spendere di meno, magari cedendo la gestione di alcune aree verdi, come poteva essere il caso dei giardinetti di Piazza Garibaldi. Molti affitti possono essere rivisti, come pure alcune delle spese di tipo gestionale, comprese quelle di consulenza”.
Pochi dubbi sullo stato delle casse comunali: “vanno riviste alcune cose, come il recupero dei crediti del Comune, che ammontano a una cifra di poco superiore ai 20milioni di euro. La cattiva gestione passata è fuor di dubbio: se è vero che un Commissario, che ha funzioni di verifiche e controllo, parla di 35milioni di euro di deficit c’è da porsi più di qualche domanda. Una buona gestione non deve essere vessatoria nei confronti dei cittadini, ma impostata con oculatezza, specie nelle situazioni che presentano maggiore disagio ed è per questo che va diminuita percentualmente la tassazione sulle fasce di reddito basse e mediobasse”.
Carteny propone poi un decentramento amministrativo, con quattro sedi distaccate dell’anagrafe, in luoghi pubblici, come le scuole, dove portare a termine le varie pratiche. In tutto questo contesto si inserisce appieno l’importanza dell’ambiente e della cultura: “abbiamo una sorta di tesoretto costituito dalla cultura e dall’ambiente dove viviamo. Andrebbe incoraggiata una sinergia tra il pubblico e il privato, coinvolgendo gli istituti scolastici in iniziative culturali, ripristinando i cosiddetti contenitori storici, come quello dell’ex Mattatoio, della Casermaccia, dove fare dei master post universitari di giurisprudenza usufruendo del Tribunale, e ripristinando la funzionalità dell’ex Convento del Carmine, dove vedrei bene un mix tra attività commerciali e sociali. Per ciò che concerne la vivibilità del centrostorico riporterei il mercato in altra sede, creando lì un’area di ritrovo pubblico, con una mostra permanente orafa per valorizzare le realtà artigianali locali, associata alla vendita di prodotti tipici”.
In chiusura di intervista inevitabile qualche battuta sulle turbolenze locali. Lui è abile a non cadere nei trabocchetti e con onestà evita di rispondere per le rime a chi lo ha neppure tanto velatamente attaccato: “dal punto di vista prettamente politico bisogna meditare profondamente sulle ultime parole di Veltroni, quando ha detto che non si può immaginare di mettere del vino nuovo in otri vecchie. La necessità è quella di adoperarsi in un partito nuovo, dove non esistono situazioni, liste o personaggi di prima, seconda e terza categoria, nel rispetto totale delle opinioni altrui. I vecchi partiti non esistono più, con l’avvento del segretario provinciale, che verrà indicato presumibilmente il 24 novembre dalle assemblee regionali, supereremo anche la fase contingente di avere personaggi politicamente datati in un partito nuovo”.
Sulla pluralità di candidati alle Primarie per il Sindaco Carteny è lapidario: “avere tanti candidati può creare scompensi, ma l’importante è che ognuno sia portatore non di se stesso e della propria immagine ma di una cultura di rinnovamento cittadino. In tal senso la candidatura alle provinciali potrà incidere, e credo che chiunque sarà il candidato provinciale dovrà faticare davvero con l’attuale sistema elettorale. Nell’identikit del Sindaco ideale, al di là della mai scontata onestà e trasparenza, alberga la sua capacità di individuare, con un gruppo culturalmente e professionalmente valido, una serie di priorità e azioni programmatiche che perseguano l’interesse della città, con l’intenzione di renderla più vivibile ed accogliente. Finora – conclude Carteny - non ci si è riusciti, per mancanza di coscienza e volontà nell’applicare certe idee. Ma il nostro è sogno che abbiamo il bisogno di realizzare”.
Daniel Lestini
Giugno 25th, 2010 at 9:12 pm
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